All’età di 14 anni, ero appassionato di pallone come la maggior parte dei miei coetanei, ma purtroppo mi infortunai al ginocchio. A casa ero molto sofferente, allora mio padre mi regalò una chitarra per farmi “stare buono”. Ovviamente la ricordo con molto affetto, era una “Eco” rossiccia e con venature marroni. Fu amore a prima vista? No, perché ristabilito continuai a giocare con i miei amici che recentemente ho ritrovato grazie ai social.
Dopo un anno da autodidatta, nell’anno scolastico 1969/70 a scuola incontrai dei compagni con cui condivisi la mia passione; ci si divertiva suonando alle feste organizzate e facevamo le serate nelle rispettive case. Il repertorio spaziava da Battisti, Equipe 84, Dik Dik, Peppino di Capri, Celentano, New Trolls, Pooh, Mina, Paoli ecc. Ricordo quasi tutti i gruppi con cui ho suonato tra 18 e i 35 anni: quanti aneddoti divertenti! Anche qui ho ritrovato con affetto alcuni musicisti grazie ai social
Poi il servizio militare e dove potevo finire se non nel 3° reg. dei Bersaglieri e nella Fanfara? Si svolgeva tutto di corsa e, alla fine, formammo anche un gruppo di otto elementi per allietare le feste dei circoli ufficiali. Un successo! Anche qui, grazie alla musica, fu un bel periodo.
Nel 1990 il trasferimento ad Ascoli Piceno mi ha permesso di conoscere altre realtà musicali che hanno reso più “piacevole” il cambiamento. Successivamente per problemi di salute, ho dovuto ridurre le serate, lasciando solo l’appuntamento fisso con la Lega del Filo d’oro.
Tutto questo per dirvi che in questi anni ho dato “sfogo” alla mia creatività ed ho composto circa 35 brani coadiuvato da arrangiatori, autori di testi e musicisti vari … Sottolineo che i primi brani, quelli degli anni ’90 sono stati eseguiti in “economia” … Ogni brano è legato a sentimenti, emozioni, eventi che adesso ho il desiderio di condividere con parenti ed amici.
Quasi quasi scrivo un libro autobiografico! Ripercorrere seppur brevemente la mia vita è stato davvero piacevole e mi ha fatto bene al cuore … Lo consiglio a tutti!
Un caro saluto
Luigi Ippoliti